Prende il nome dal crocifisso, proveniente dalla demolita Basilica extramuraria, attribuito a Gaudenzio Ferrari.

In alto due angeli contemplanti il sudario, opera dello scultore Grazioso Rusca.

I quattro affreschi rappresentanti i profeti Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele sono di Luigi Sabatelli.

L'urna a sinistra dell'altare contiene i resti delle tre beate Tornielli e di Francesca Cerina.

In basso, lapide sepolcrale di Ambrogio Caccia, canonico di San Gaudenzio e vescovo di Castro, che lasciò un legato per la continuazione dei lavori della Basilica.

Sopra l'urna, la Madonna di San Luca, affresco quattrocentesco proveniente dall'omonima cappella, unico resto sopravvissuto fino al 1808, del convento francescano di San Luca, situato nei pressi del castello e fatto demolire nel 1359 da Galeazzo Visconti.



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