Il tempietto ottagonale dello scurolo, realizzato tra il 1674 e il 1711 su disegno dell'architetto ticinese Francesco Castelli, è da considerarsi uno dei più belli d'Italia.

È caratterizzato da un ricco rivestimento di marmi preziosi con decorazioni in bronzo e belle porte in acciaio e bronzo.

Sopra l'altare, riccamente decorato con rilievi bronzei in campo di lapislazzuli, la grande urna ottagonale in argento e cristallo contenente il corpo di San Gaudenzio.

In quattro nicchie, opera dello scultore Carlo Beretta, le statue di:

Nella volta, Gloria di San Gaudenzio, affresco di Stefano Maria Legnani.



I
l termine "Scurolo" è di origine dialettale ed appartiene all'area culturale lombarda del XVI secolo.

L'etimologia più immediata identifica con Scurolo un luogo buio e quindi fa riferimento alla cripta sotterranea.

Contrariamente a quella degli scuroli di San Carlo a Milano e di San Giulio ad Orta, la posizione dello Scurolo di San Gaudenzio non è ipogeica.

A Novara non ci troviamo di fronte ad una "cripta-Scurolo" bensì ad una "cappella-Scurolo" in cui si rovesciano le direzioni della doppia scala discendente dando origine ad una doppia scala ascendente. L'arredo e le decorazioni rendono, comunque, l'atmosfera della cripta.


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